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C’è un’idea, nella tradizione ayurvedica, che cambia il modo di guardare il corpo: non tutti i suoi punti sono uguali. Esistono luoghi in cui la vita si raccoglie, si fa più concentrata e più evidente. L’Ayurveda li chiama marma, e da oltre duemila anni ne custodisce la mappa.
Cosa sono i punti marma
I marma sono i punti vitali del corpo secondo l’Ayurveda: i luoghi in cui muscolo, osso, vaso, tendine e articolazione si incontrano. Non sono semplici coordinate anatomiche. La tradizione li descrive come punti di incontro fra il corpo fisico, l’energia vitale — il prāṇa — e la coscienza.
La parola stessa lo suggerisce. In sanscrito marma rimanda a ciò che è vitale, ma anche a ciò che è nascosto, segreto. È un sapere che non si vede a occhio nudo: si impara a riconoscerlo con le mani.
Una mappa che nasce due volte
La storia dei marma ha una particolarità che pochi conoscono: la loro mappa nasce due volte, in due mondi che sembrano opposti.
La prima nelle arti marziali indiane, dove conoscere questi punti significava sapere dove colpire. La seconda nella chirurgia antica: il Suśruta Saṃhitā, uno dei testi fondativi della medicina ayurvedica, li descriveva perché il chirurgo sapesse dove non incidere.
Gli stessi punti che rendono un corpo vulnerabile lo rendono anche raggiungibile. È in questo passaggio che una conoscenza nata per offendere è diventata, nei secoli, una conoscenza per prendersi cura.
Quanti sono i punti marma
La tradizione classica ne descrive 107. Il Suśruta Saṃhitā li distingue secondo la struttura in cui si trovano — muscoli, vasi, tendini e legamenti, ossa, articolazioni — e secondo la loro estensione, misurata in aṅguli, la larghezza di un dito della persona stessa.
È un dettaglio che dice molto: nell’Ayurveda la misura del corpo non è astratta. Ogni mappa si legge sulla persona che si ha davanti.
Che cos’è il Marma Chikitsa
Chikitsa significa trattamento. Il Marma Chikitsa è la pratica ayurvedica che lavora su questi punti attraverso il tocco, spesso con olio caldo, all’interno del massaggio.
Qui la qualità del gesto conta più della tecnica. Ritmo, pressione, ascolto e presenza fanno la differenza tra un tocco che attraversa la persona e uno che la incontra. Per questo il Marma Chikitsa non si esaurisce in un elenco di punti da memorizzare: è un modo di stare con le mani sul corpo di un altro.
Domande frequenti sui punti marma
Che differenza c’è tra i punti marma e la digitopressione?
Entrambi lavorano su punti specifici del corpo, ma nascono da tradizioni diverse. La digitopressione e l’agopuntura appartengono alla medicina cinese e ai suoi meridiani; i marma appartengono all’Ayurveda e si leggono attraverso i suoi principi, dai doṣa al prāṇa. Anche il gesto cambia: nel Marma Chikitsa il lavoro sui punti è spesso inserito nel massaggio con olio, non isolato.
Il massaggio sui marma si può fare da soli?
Alcuni gesti di automassaggio fanno parte della tradizione e si possono imparare. Ma il lavoro su un’altra persona richiede di sapere dove si trova il punto, con quale pressione toccarlo e quando fermarsi. È una competenza che passa dalle mani del docente a quelle dell’allievo.
È delicato lavorare sui marma?
Sì, e la tradizione stessa lo dice: sono punti vitali proprio perché sensibili. È la ragione per cui si imparano gradualmente, prima nella teoria e poi nella pratica, sotto la supervisione diretta di chi li conosce.
Si può imparare il Marma Chikitsa online?
La teoria sì: i principi, la mappa, la preparazione del corpo e dell’ambiente. Il tocco no. La differenza fra una pressione giusta e una affrettata si impara soltanto sentendola, eseguendo il massaggio e ricevendolo.
A chi è rivolto un corso di Marma Chikitsa?
A terapisti, massaggiatori, operatori olistici, medici e praticanti con una formazione di base in Ayurveda: a chi ha già un contatto professionale con il corpo e vuole aggiungere una conoscenza da mettere in pratica fin da subito.
Imparare i marma con il Dott. Guido Sartori
Al Sartori Institute il Marma Chikitsa si impara in due tempi. Prima il corso online di teoria, che fornisce le basi. Poi il percorso pratico in presenza a Bologna, guidato dal Dott. Guido Sartori, medico ayurvedico.
Tre fine settimana — 7–8 novembre, 5–6 dicembre 2026 e 16–17 gennaio 2027 — con un massimo di dieci partecipanti. Ciascuno riceve un trattamento personale dal Dott. Sartori prima di praticare in coppia, sotto la sua supervisione diretta. Al termine del percorso viene rilasciato un attestato di partecipazione.
Le iscrizioni restano aperte fino al 31 ottobre 2026, o fino a esaurimento dei posti.